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Nel 2009 sceso con gli sci dal Monte Bianco (4810 m). Ha al suo attivo anche la scalata a venti 4000 delle Alpi Occidentali tra i quali il Cervino. Nel 2010 salito ai 5895 m del Monte Kilimanjaro, la vetta pi alta del continente africano. Sent dei passi alle sue spalle, e con la sensazione sgradevole di essere stata colta in fragrante, si volt a guardare l che arrivando, si chiuse alle spalle la porta. Se lo ricordava pi giovane. Il corpo appesantito e il viso deformato da un doppio mento incipiente, denunciavano il suo amore per la buona tavola, e sicuramente la sua scarsa attitudine ad un sano esercizio fisico.

Però non sarà questo il prossimo libro. Il 2 ottobre, Feltrinelli manda in libreria (300 mila copie la prima tiratura) Amore 14, circa 400 pagine con protagonista una quattordicenne, Carolina, il suo primo grande amore, la famiglia (una nonna che la comprende, un fratello maggiore che l’ascolta), Roma, gli amici, la musica (con una play list che include i Finley, Vasco Rossi e Biagio Antonacci). Volevo raccontare l’età che sta fra i 13 e i 15 anni, il momento irripetibile in cui si cresce e improvvisamente cambia tutto dice Moccia.

“Non ce la faccio più” confida, permettendosi birra e latte di mandorle dopo una settimana a yogurt e verdura. Il giorno dopo, il ritiro gli è ancora stampato in faccia, come quei ray ban con i quali si aggira per il villaggio Perla Jonica. Insostenibile, la continua richiesta di autografi e strette di mano.

Si parla anche sempre di meno di sola dieta senza grassi perché si è visto che solo il 20 30% del colesterolo totale deriva da ciò che mangiamo. Si parla anche sempre di meno di ipercolesterolemia familiare che colpisce se eterozigote una persona su trecento e se è omozigote una su 300mila. Quindi l’orientamento attuale è quello di cercare solo di abbassare i livelli del cattivo colesterolo e portarlo al di sotto di 100.

Ma il colpo di grazia lo danno le poesie scritte e recitate dal protagonista e soprattutto gli inserti in bianco e nero nei quali Clayton immagina il proprio futuro da uomo libero, riscattato dal valore salvifico della poesia e della scrittura contro la logica carceraria che riduce gli uomini a gusci vuoti senz’anima. Purtroppo il film, oltre a mancare completamente di ritmo e azione, sfiora in più di un’occasione il comico involontario, sia per la totale incapacità recitativa di Dempsey (che come il vino migliora invecchiando ma rimane comunque un cane come attore) e della protagonista femminile, sia per la ridicolaggine insita nei testi poetici (e la colpa non è della versione italiana). Dedicato esclusivamente alle fan sfegatate del dott.

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