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Credo di averlo utilizzato di pi in due settimane che in vent anni, credo di aver consumato le impronte digitali e di non aver riso tanto come in questo lasso temporale. Una volta congedataci, dopo pacche sulle spalle e lacrime di commozione e, perdonatemi, anche di risate folli, ognuno ha intrapreso la propria strada e, credo, abbia anche avuto un attimo di ripensamento sul perch le serate come queste debbano per forza finire, ma tant Mi sono intanto reso conto che la mancanza della rete digitale ha salvato la nostra amicizia e unito di gruppo, che ci siamo divertiti un sacco con poco. Mi passata davanti la foto di Vincenzo, quella col trucco azzurro agli occhi ed il rossetto, scattata durante un carnevale, ho fatto un salto di due ore indietro e le ho riviste tutte, quelle foto, seppur mentalmente.

Le cifre parlano chiaro. L’ Italia è leader mondiale del settore del 2005, grazie a 1 miliardo e 7 milioni di euro nelle esportazioni di occhiali in tutto il mondo, con una quota di mercato del 27,6. I diretti concorrenti, Honk Kong e Cina, stanno molto dietro, con valori di export a meno della metà delle performance degli imprenditori italiani.

Quattordici anni: non sono troppo pochi per una storia d’amore? Ma è quella l’età dei grandi amori. Chiedetelo alle ragazzine che scrivono al mio blog per raccontare le loro storie. Di questo parlano. In realtà io non ho alcuna predisposizione per il disegno, riesco a malapena ad abbozzare una casa in prospettiva, come si faceva alle scuole elementari! Ho però una fortissima memoria visiva e mi piace focalizzarmi su dei volti che portano un certo tipo di montatura. Per esempio oggi indosso un modello che si chiama “Meta Shaft”, sul quale ho montato delle lenti fotocromatiche grigio verdi; l’idea mi è venuta osservando il Dalai Lama in una foto in cui si stava mettendo gli occhiali. Guardando quell’immagine ho deciso di ridecodificarne la forma ed ho trasferito il mio pensiero alle persone che collaborano con me.

In quest’opera De Mas si descrive nelle sue passioni atletiche, a partire dalla maratona di New York, passando per le gite di sci alpinismo, le scalate in Dolomiti e col sogno di salire un 8000, magari non troppo impegnativo come il Cho Oyu. Sono storie semplici, senza pretese di assurgere ai grandi classici dell’alpinismo, le storie di una persona normale, che ha, come quasi tutti noi, il suo sogno da realizzare e ci prova, anche se la montagna lo rifiuter senza troppi complimenti, sin dalle prime fasi. Non ci si aspettino descrizioni inedite o toni super extra, l’autore un uomo normale, lo ribadiamo, con i suoi sentimenti, i suoi desideri, i suoi limiti, le sue paure, per onesto con se stesso e con il mondo intorno a lui..

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