Ray Ban Modelo Rb3183

I suoi manager provano a spiegarci che è un male necessario per salvaguardare il dinamismo aziendale. Troppi risibila Francavilla. Il tono è lieve, ma anche qui l’impressione è che si aspetti che diminuiscano in fretta: I nostri dipendenti devono essere contenti del lavoro che fanno.

Il COMITATO LAUDATO SI comunica di accettare l a collaborare, da parte di CITTADINANZATTIVA, per la raccolta delle firme della petizione con la quale si intendono sollecitare finanziamenti per il rifacimento delle vetuste reti idriche dei Comuni dell un impianto colabrodo che è causa della perdita di oltre il 50% dell potabile con l delle spese di energia elettrica per il sollevamento. Una situazione già nota da alcuni anni e che ha visto i principali attori fermi a dichiarazioni sulla stampa locale senza avviare un reale procedimento per ottenere i finanziamenti necessari. Ora scendono in campo i cittadini, grazie a CITTADINANZATTIVA e alla rete che ha visto proprio il Vescovo di Avellino tra i primi firmatari.

E fermate anche i furbi che fingono di indignarsi, ma che con l’altra mano, pensando di fare l’affare, comprano i nostri e vostri “tarocchi” come fossero veri Vuitton, Fendi, Rolex, Panerai, Ray Ban o Cartier. Solo se riuscirete a sconfiggere il malaffare dei produttori e l’ipocrisia dei falsi benpensanti riuscirete a sconfiggere l’abusivismo e assieme ad esso anche lo sfruttamento dei miei poverissimi, impotenti e maltrattati compagni di sventura. Correre dietro ai poveri non è un glorioso esercizio e non ha mai portato bene a nessuno.

Sono ancora in tempo a tornarmene a casa, nessuno mi ha visto. A frocione! Fabrizio si girò. Paolo Bocchi alla guida di una Porsche Cayenne gli si fermò accanto. In verità, già mi ero preoccupato di rileggere quello che aveva scritto Dossetti nel 1994, quando il “monaco santo” decise di interrompere un silenzio trentennale per schierarsi contro la riforma costituzionale voluta da Berlusconi. Il libello, dal titolo “Sentinella, quanto resta della notte?” (Isaia, 21,11), fu scritto in occasione della commemorazione di Giuseppe Lazzati e così trattava le possibilità di modifica della costituzione: “Non si vuol dire che non vi siano cose da cambiare, in corrispondenza delle grosse modificazioni intervenute nella nostra società negli ultimi decenni. E’ molto avvertita, ad esempio, una diffusa e pervasiva alterazione dei rapporti tra privati, partiti e pubblica amministrazione; come pure la pletoricità e la macchinosità di un sistema amministrativo che non si adatta più alle dinamiche di una società moderna; e ancor più la degenerazione privilegiaria e clientelare dello stato sociale! A ciò si può aggiungere l’esigenza dello sveltimento della produzione legislativa, e perciò la riforma dell’attuale bicameralismo perfetto e soprattutto un’applicazione più effettiva e penetrante delle autonomie locali, da perseguirsi al di fuori di ogni mito che tenda a scomporre l’unità inviolabile della Repubblica”!.

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