Ray Ban Model Rb 3386

Il Presidente Mons. Vittorio Peri, visto il “nulla osta” rilasciato dal vescovo di Nuoro mons. Mosè Marcia in data 21 dicembre 2012, sentito il parere favorevole espresso in modo unanime dal Consiglio Nazionale nella riunione del 21 gennaio 2013; sentito il parere favorevole espresso in modo unanime dalla Presidenza Nazionale nella riunione del 7 febbraio 2013; ai sensi dell’art.

Sempre secondo le ricostruzioni del giornale francese, i dirigenti di Essilor e Luxottica avevano già tentato di intavolare discussioni per un due anni fa, ma senza successo, visto che all Leonardo Del Vecchio, che aveva fondato la società nel 1961, non era pronto a lasciare il proprio gruppo e i propri prestigiosi marchi, come Ray Ban e Oakley, oltre che la propria rete distributiva fatta di 7.800 punti vendita. Poi, le difficoltà riscontrate nella ricerca di un successore e le vicende vissute da altri gruppi come Esselunga e Ferrero sulla successione hanno probabilmente convinto l’imprenditore a fare il passo.Les Echos, in più, punta l sul rallentamento dei conti registrato sia da Essilor sia da Luxottica, con quest che nei mesi scorsi aveva rivisto al ribasso le stime di crescita per fine anno, mettendo in conto una crescita del fatturato solamente del 2 3% circa a cambi costanti, dopo che nei primi sei mesi il giro d era salito soltanto dell’1,6% a 4,8 miliardi. Stesso discorso per Essilor, che ha rivisto per due volte le previsioni di crescita per quest (al 3,5% dal 4,5% di luglio e dal 5% di inizio anno), mandando in fumo in pochi mesi 4 miliardi di capitalizzazione.

Il tema della settimana sarà la lettura delle “Lettere Cattoliche I e II Lettera di Pietro e Giacomo”.I relatori saranno il prof. Sac. Santi Grasso, Professore di Esegesi del Nuovo Testamento presso lo Studio teologico di Gorizia, Trieste e Udine Facoltà Teologica del Triveneto ed il prof.

Un po’ come è successo con il referendum costituzionale! In molti si sono esercitati a segnalare le somiglianze tra Renzi e Berlusconi da rendere assolutamente plausibile questa ipotesi (per chi, invece, volesse saperne di più, segnalo un recente articolo di Ezio Mauro che, a posteriori, ha evidenziato le notevoli differenze tra i due). Uno degli argomenti forti dei promotori del NO al referendum è stato che l’approvazione della riforma costituzionale avrebbe comportato seri rischi per la democrazia e la libertà nel nostro Paese: perché avrebbe affidato (come si temette per la riforma di Berlusconi) tutto il potere ad un uomo solo (a prescindere dal fatto che Renzi non fosse proprietario di alcun giornale o di alcuna TV privata, che non possedesse aziende di primaria importanza e che fosse, invece, il segretario dell’unico partito, in Italia, nel quale ancora si celebrano i congressi ed i rappresentanti sono scelti, prevalentemente, dai cittadini con le primarie). Alla fine: potenza della comunicazione costruita ad arte, la maggioranza degli italiani si è convinta di una “falsa” verità che ha contribuito ad influenzare il voto..

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