Ray Ban Aviator Cockpit Polarized

Nemmeno offre il caffé al ritorno per la strada di Opicina. Aurora li aspetta in casa, raramente si concede un’imponderabile uscita in città. Per lo più rimane nelle stanze dove, se qualcuno si prendesse la briga farci attenzione, in rari momenti si può avvertire lontano un tintinnare magico di monete rubli si direbbe, ad avere una conoscenza da esperti.

Cioè aspettare sotto casa la sera o il mattino l’ avversario politico, il leader nemico, il gregario che a scuola faceva troppo lo sbruffone, e pestarlo, cioè “cuccarlo”. Una guerra sotterranea gestita dai servizi d’ ordine dei gruppi da una parte e dalle bande fasciste dall’ altra vissuta a volte come una specie di gioco violento a rimpiattino, con le staffette, gli informatori sulle abitudini dell’ avversario, i pali e gli esecutori. Un gioco tragico e selvaggio che nel caso di Ramelli ha lasciato a terra un morto, un ragazzo di 19 anni ammazzato dal colpo del coniglio, dalla botta sulla nuca, ma in altri casi ha spezzato braccia, rotto teste, immobilizzato gente su carrozzelle.

Ma la cosa più importante riguarda l’aspetto estetico: come tutti i gadget hi tech (tranne, a va sans dire, quelli di Apple), gli occhiali sono un po’ carenti in fatto di stile. Luxottica ha in portafoglio marchi come Ray Ban, Oakley, Persol (tutti di proprietà) e decine di licenze con i più importanti brand della moda e del lusso italiani e francesi, da Armani a Dolce da Prada a Versace, da Chanel a Ralph Lauren. Quando usciranno i primi Google glasses by Luxottica, c’è da scommettere che saranno molto diversi, dal punto di vista estetico, dai prototipi indossati nei mesi scorsi da Sergey Brin e dalle poche persone alle quali è stato dato il privilegio di provarli in anteprima..

Il dato scende al 59,02 per cento tra chi ha un’età compresa fra i 30 e i 60 anni e sale al 71,07 per cento fra chi ha un’età compresa fra i 14 e i 19 anni. I cattolici praticanti, quanto a credenza negli angeli (70,24) si differenziano solo lievemente dal resto della popolazione. Osserva acutamente il sociologo Massimo Introvigne, curatore della ricerca del Cesnur: “Proprio questo dato, insieme al fatto che agli angeli credano di più i giovani, dimostra che la credenza negli angeli in gran parte non deriva dal cattolicesimo tradizionale ma dalla cultura popolare, dalla televisione, dal cinema.

Il piccolo Gianluigi non incant il vecchio e scafato Nick. La prima leggenda, il primo aneddoto di questa storia: Bollettieri che nota il giovane Quinzi a cinque campi di distanza. “Portatemi quel ragazzo laggi ordina ai suoi scagnozzi e il piccoletto si ritrova davanti al “papa”.

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