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Vale per il logo dell’azienda ConEdison stampato su camion e tombini newyorkesi, e per i suoi lavori con Bank of America, Reebok, Electrolux e Pfizer: “In realtà semplicemente ascolto chi ho di fronte, cerco di capire di cosa ha bisogno”. O come fece agli esordi, con Donna Karan, che era un’azienda con un budget da start up ma la voglia di diventare l’emblema della donna newyorkese. Oltre a disegnare i negozi e pensare alla strategia, Arnell fa la campagna, fisicamente.

Il bar MatricolaErano gli anni Cinquanta, quando la destra era imbarazzante, aggrappata ai miti di Nieztsche e Julius Evola. Erano gli anni del bar Matricola di Milano, della goliardia e degli ultimi bordelli, delle passeggiate sul corso di Casale Monferrato con un giornalista di grande intelligenza, un antifascista poi autore di libri politicamente scorretti, Gianpaolo Pansa. Staiti lo stimava.

Alle spalle di Berlusconi, nettamente distanziate, arrancano, si fa per dire, le famiglie Drago e Boroli, azioniste del gruppo De Agostini: il loro ‘conto corrente borsistico’ è l’unico in rosso tra i top ten (anche se solo del 2 per cento). Nonostante il boom dei giochi, infatti, la Lottomatica, la società del Gratta e Vinci, è un’altra delle blue chip meno in forma sul listino, dove ha perso un quarto del valore dall’inizio dell’anno. La società presieduta da Lorenzo Pellicioli si è presenta in solitudine alla gara per ri aggiudicarsi la concessione del Gratta e Vinci per altri nove anni ma il Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto il ricorso della Sisal e la partita è dunque da rigiocare.

“Innanzitutto ci tengo a fare un ringraziamento speciale a Jason, che ha dato prova di saper essere un grande professionista, oltre che una grande persona: quando ci ho parlato in settimana mi è sembrato di aver a che fare con un uomo maturo. Rappresenta la squadra per la sua dedizione e del suo attaccamento. Nel finale, quando l’ho visto scattare, ho subito capito cosa sarebbe successo, ancora una volta grazie al preziosissimo aiuto di Leunen, un campione vero, soprattutto dal punto di vista dell’intelligenza cestistica”..

A ciò si aggiunge la scelta della nuova legge elettorale: il sistema, cosiddetto “tedesco” che tradisce la vocazione maggioritaria del PD e le sue radici uliviste. Ed è probabile che, dopo la fuga di mezza sinistra del partito, continuerà l’emorragia di quei democratici che hanno vissuto, con Prodi, i primi successi di un centro sinistra diverso rispetto a quelli della prima Repubblica. Non solo, il sistema “tedesco”, imporrà, probabilmente, una classe parlamentare “scelta” dai capi partito e non dagli elettori ed accrescerà il distacco (già ampio) tra i cittadini e la Politica.

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