Mens Ray Ban Eyeglasses Frames

Siamo stati i primi a ottenere il riconoscimento delle coppie nel TM99, e il matrimonio vero e proprio, tre anni fa, spiega, l TMocchio azzurro combattivo, seduto in un bar gay del centro, chiodo e t shirt bianca. Cos, abbiamo finalmente affermato che siamo normali, proprio come tutti, e non semplicemente tollerati. Ebbene, oggi, durante la nostra festa (che culminer il 15 agosto, ndr), in piazza siamo 100 mila e non c TM nemmeno bisogno della polizia per evitare problemi con eventuali contestatori..

I flaconcini andavano letteralmente a ruba nei mercati della Torino chic, tanto che il traffico delle griffe si stava allargando anche agli occhiali da sole, come dimostra l partita di Ray ban fasulli, trovata nel magazzino. I controlli dei vigili sono partiti dalle bancarelle carmagnolesi del Mercantico e si sono allargati ai mercati rionali di corso Palestro, corso Racconigi e piazza Foroni. I due macedoni che gestivano il traffico, 41 e 43 anni, sono stati denunciati per ricettazione e introduzione dall di materiale contraffatto.

De Paola, oltre che titolare della rivendita di occhiali di via Cavin di Sala, è stato ed è amministratore di una società, che prima si chiamava Sercomex Italia di De Paola Damian Sergio e poi ha preso il nome di Lefe Optic sas. Società che, almeno sulla carta, producevano occhiali. Stando alle accuse degli inquirenti piemontesi, l’imprenditore salese avrebbe ricevuto, tra il 2013 e lo scorso anno, migliaia di paia di occhiali rubati nella fabbrica Luxottica in provincia di Torino e li avrebbe introdotti nel mercato, sia quello legale sia quello parallelo.

Uno psicodramma da cui difficile uscire. Oppure no. La rete pu essere d per evitare di utilizzarlo come regalo per il prossimo compleanno del cugino. Una nuvola sopra di noi/a piedi nel traffico della città/Black Cloud, Black Cloud/piove l’argento/Black Cloud, Black Cloud/sfibra il cemento è il ritornello di Nuvola nera, il se così si può dire singolo, passato solo purtroppo da qualche radio libera locale, dell’omonimo e sfortunato album d’esordio. Anche se nessuno l’ha fatto finora, possiamo azzardare un collegamento che ha il sapore della chiaroveggenza, quel tipo di collegamento che avvolge i gruppi in un alone di affascinante mistero, tra il testo della canzone e l’esplosione di una raffineria nella periferia est di Napoli avvenuta il 22 dicembre 1985, cioè circa due anni dopo l’uscita del disco. L’incidente fece materializzare una grande nuvola nera nei cieli della città e generò negli abitanti una silenziosa angoscia (anticipando di qualche mese la silenziosa angoscia di Chernobyl).

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